NON significa non parlare di peso e che questo sia un tabù, anzi! è un tema molto importante e per questo viene MOLTO affrontato.
Significa però non pensare al peso come il risultato solo delle abitudini e delle scelte alimentari della persona, quindi della sua forza di volontà: significa invece esplorarne con la psicoeducazione i vari determinanti
Significa non pensare alla salute e al benessere della persona unicamente in relazione al suo peso o all’aspetto del suo corpo
Significa approfondire il benessere della persona a 360°, esplorando in particolare anche la relazione con il cibo, il comportamento alimentare, il vissuto corporeo oltre che tanti altri fattori che influenzano la salute, per esplorare le risorse più accessibili e sostenibili per prendersi cura di sé (non sempre il controllo del peso è una di queste!)
Significa non focalizzare quindi il lavoro sull’alimentazione sull’obiettivo della perdita di peso e del dimagrimento prescrivendo diete dimagranti che non rispettano i bisogni e i fabbisogni della persona e possono costituire dei fattori di rischio sul rapporto con cibo-peso-corpo, o peggiorarne la salute e l’equilibrio naturale del peso a lungo termine
NON significa che “l’alimentazione viene lasciata al caso e all’istinto in modo sregolato”!
Significa utilizzare altri strumenti rispetto alla dieta e agli schemi alimentari per accompagnare la persona nel prendersi cura del suo rapporto con il cibo, dei suoi bisogni e della sua salute. Il metodo principale che utilizzo in questo senso è quello dell’Alimentazione Intuitiva, che si compone appunto di diversi strumenti come la decostruzione di rigide regole restrittive e prescrittive, come la psicoeducazione alimentare (capire quali sono i propri fabbisogni, ogni quanto, cosa e quando potrebbe essere utile mangiare), come l’osservazione e la mappatura dei propri segnali di fame e sazietà, come l’identificazione di pasti che rispondano a esigenze pratiche/organizzative e di piacere, come la pianificazione di una lista della spesa, o ancora come l’osservazione di altri bisogni -es di natura emotiva- che muovono verso il cibo e l’esplorazione di come questo possa essere un modo di prendersi cura di sé da non demonizzare. L’obiettivo dell’Alimentazione Intuitiva è soprattutto quello di ridare potere, fiducia e capacità alla persona di essere consapevole dei propri bisogni legati al cibo, i suoi segnali di bisogno e saper fare delle scelte autodeterminate e flessibili di cura…riscoprire almeno un po’ di quell’approccio più spontaneo e sereno che ci caratterizza nei primi anni di vita, prima che si sovrappongano regole, divieti, paure, prima che arrivi la cultura della Dieta.
Non significa non usare del resto anche strumenti più “prescrittivi” dove può essere utile alla persona integrarli (ad esempio delle linee guida orientative di porzioni, un menù settimanale, indicazioni per patologie…): significa che non sono i soli strumenti disponibili e che vengono calati “dall’alto” sulla persona, imposti senza contestualizzarli e adattarli ai suoi bisogni e risorse e senza tener conto del rapporto con il cibo e di altre difficoltà che potrebbero frapporsi tra linee guida/teoria e pratica, che possono quindi sempre essere affrontate insieme senza giudizio.
Non significa che non ci si pesa mai.
Significa non imporre il controllo del peso alla Persona, bensì poterlo esplorare insieme quando ci si sente pronti per farlo e soprattutto cercando insieme di costruire uno spazio sicuro in cui poter mettere il numero nella giusta prospettiva rispetto al proprio benessere, rispetto alle fluttuazioni dell’immagine corporea o della propria alimentazione…con l’obiettivo di ridurre gradualmente l’evitamento, la paura, l’ossessione nei confronti del peso.
Non significa negare il desiderio del dimagrimento, significa accoglierlo come normale e comprensibile in una cultura grassofobica che idealizza la magrezza, ma poter esplorare altri punti di vista sul funzionamento della propria immagine corporea e altri strumenti per prendersene cura (considerando anche i risvolti più psicologici dell’immagine corporea sull’immagine di sé, sulle relazioni e la relazione con gli stati emotivi…che possono essere oggetto di approfondimento e invio a figure psi), senza che il lavoro sull’alimentazione sia finalizzato alla modifica del peso/delle forme corporee.